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Amarone (Valpolicella)


L’Amarone della Valpolicella è un vino che richiede molta pazienza. È spesso opulento pur restando austero, massiccio, viscoso e sciropposo a causa del suo tenore di zuccheri residui e dell’alto tenore alcolico. Per questa complessità, a volte duale, l’Amarone merita che gli concediamo anni per trovare la sua identità nella bottiglia.

Il territorio vitivinicolo dove viene prodotto l’Amarone può contare sulla coesione delle Famiglie Storiche della produzione di Amarone, che continuano a rappresentare la zona peculiare in una maniera profondamente tradizionale. La Valpolicella è una terra unica che vanta il Lago di Garda da un lato, e le Alpi al nord. Tale morfologia climatica crea un anfiteatro con condizioni quasi mediterranee che giocano un ruolo fondamentale nella maturazione dei grappoli. Le uve destinate alla produzione di Amarone appassiscono su graticci nel fruttaio, e l’attesa paziente dell’evoluzione degli acini porta in sé la tenacia dei vignaioli e degli enologi della Valpolicella.

 

Amarone: serendipità e ingegno in cantina

Il vino è un’opera straordinaria dove l’uomo e la natura lavorano in simbiosi, e mai come in questa zona del Veneto l’impegno preso dalle famiglie che da generazioni producono Amarone è quello di mantenere intatte le tradizioni. Si parla infatti della leggenda del Recioto dimenticato in cantina che si trasformo in un vino per l’appunto Amarone. Capitò anticamente che molte partite di Recioto rinsecchissero a causa di una fermentazione inarrestabile. La conseguenza di tale processo conferì un gusto amaro non adatto ai palati dell’epoca. Un enologo decise di dedicare le sue attenzioni a questa varietà insolita di Recioto, arrivando alla conclusione che con una messa a punto del residuo zuccherino e del livello di acidità avrebbe ottenuto un vino unico nel suo genere. All’inizio la produzione dei primi Amarone non incontrò il seguito del pubblico, e le bottiglie rimasero anni in cantina invendute. Serendipità è la parola giusta per identificare il percorso accidentale che ha dato vita ad un vino emozionante, con una struttura sensazionale e soprattutto con una grande longevità.

Da allora le 13 famiglie che fanno capo all’associazione per l’integrità e lo sviluppo dell’Amarone sono un faro nella viticultura d’eccellenza della Valpolicella.

 

Amarone: vitigni antichi e amore per la terra

L’Amarone della Valpolicella per la maggior parte dei casi viene assemblato da vitigni autoctoni:

1) Corvina, con tannini fini ed elevata acidità

2) Rondinella, piena, tannica e rotonda

3) Molinara, tannini leggeri e complessità organolettica.

La tecnica dell’appassimento risale al 1940 circa, con la disposizione dei grappoli sui graticci per diverse settimane al fine di favorire la concentrazione degli zuccheri negli acini passiti. Esistono tanti stili di Amarone, dovuti alle diverse combinazioni di vitigni autoctoni assemblate con il gusto di ogni viticoltore. Ma tutti i tipi di Amarone hanno in comune la longevità e la capacità di evolvere in regalità nel tempo.

Le terre della Valpolicella incastonate tra le Prealpi, il lago, e i fertili colli morenici sono da tempo immemorabile ricoperte da vigneti e uliveti. Ma la storia commerciale dell’Amarone è abbastanza tardiva poiché l’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata avvenne solo nel 1963 e successivamente D.O.C.G. nel 2009. Oggi è riconosciuto come uno dei migliori vini al mondo grazie ad una produzione di 12 milioni di bottiglie, porta bandiera dell’eccellenza della Valpolicella. La complessità dell’Amarone e la necessità di saperlo ascoltare in bocca nella sua evoluzione, lo fa appartenere alla categoria dei vini da meditazione. Si sa’ che la zona del veronese riporta a storie, onori e fasti eccezionali, e l’Amarone non può che esserne il simbolo indiscusso.

 

Amarone: vino da meditazione o da tutto pasto?

È un vino avvolgente nelle sue note morbide, con complessi richiami di confetture, prugne secche, e guizzi improvvisi di tostature. Tutte le note si avvertono nitide in un continuo ripresentarsi al naso e al palato, con sempre maggiore forza espressiva.

Amarone Classico: colore aranciato con consistenze invitanti che stimolano la bocca in anticipo. I sentori sono diretti di frutti maturi, ciliegie e cassis, ma il sottofondo è balsamico e speziato. Cattura la sottile linea vanigliata che rende il vino morbido e armonico. L’Amarone è un vino pieno con un finale di tannini modellati dai legni che ancora si percepiscono nella costruzione della sua corposità. È ideale in abbinamento a carni succulente o dalle lunghe cotture, oltre che a formaggi con una spiccata componente grassa che il tannino andrà a smorzare.

Amarone Riserva: questa tipologia di Amarone deve avere fatto almeno 3 anni a contatto con i legni della botte e deve essere imbottigliato dopo 4 anni dalla vendemmia. È usanza trattare le annate migliori con il protocollo dell’Amarone Riserva per valorizzare al massimo le caratteristiche dell’assemblaggio degli uvaggi autoctoni. Si consiglia la decantazione del vino 1 ora prima per ogni anno di invecchiamento. L’ostentazione della frutta matura si attenua nell’Amarone Riserva, lasciando spazio a sentori di cacao, nocciole, liquerizia. Al palato rilascia un equilibrio tra potenza ed eleganza che solo nelle grandi annate è possibile trovare. La setosità del tannino entra nei sensi e prepara il palato alla prossima degustazione.

L’Amarone della Valpolicella è un inno all’ingegno e all’operosità italiana, oltre che veneta.

 

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