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Grappa: Origini e Curiosità


La grappa, alcolico di produzione italiana frutto della ricchezza del nostro paese, ha attraversato per secoli la storia dell'Italia diventandone parte fondamentale, è ancora oggi presente e sempre in evoluzione, vivendo un altro capitolo della sua vita caratterizzato da tonalità più morbide ed eleganti.

Si tratta di una acquavite di vinaccia fermentata il cui processo di creazione ha avuto origine, e continua tutt'oggi, rigorosamente in Italia, a partire dalla fermentazione fino al processo di distillazione e imbottigliamento.

 

Come si produce la grappa

La vinaccia è composto dai residui ottenuti dalla pressatura dell'uva. Una volta fermentata, essa viene inizialmente scaldata e successivamente separata dalle sue parti volatili, aromatiche e alcoliche. Queste poi, vengono condensate e distillate una seconda volta in modo da ottenere un grado alcolico che non deve essere inferiore ai 37,5°, fino ad un massimo del 60%.
Gli strumenti utilizzati, gli alambicchi e i vari recipienti, vengono scelti in parte in base alla filosofia dell'azienda di produzione, in parte dalla dimensione dei produttori, le quali determinano la rapidità del processo, la finezza e delicatezza del prodotto e, naturalmente, la qualità del risultato finale.
In base al grado di spremitura si ottengono sapori differenti: se la vinaccia viene spremuta molto, l'aroma e la fragranza della grappa ottenuta saranno decisamente più intensi, se invece si vuole ottenere un gusto più leggero la vinaccia verrà spremuta il meno possibile.
Nel 1989, il regolamento numero 1576 redatto dal Consiglio dell’Unione Europea, sancì che solamente ai distillati di vinaccia italiani e della Repubblica di San Marino si può attribuire la denominazione "grappa". La grappa originale ed autentica, perciò, può essere prodotto solamente in Italia.

 

Origini dello storico alcolico italiano

Non è semplice individuare con precisione il momento in cui ebbe inizio la produzione di grappa. La storia racconta che questa bevanda divenne nota grazie a Michele Savonarola, (1348-1462), il medico di Padova nonno del noto Girolamo, quando pubblicò il trattato "De Conficienda Aqua Vitae", il cui argomento era l'acquavite. Alcuni sostengono che fu Michele stesso il primo a progettare uno strumento per distillare le vinacce, l'alambicco.
Possiamo affermare quindi che il processo di creazione della grappa è una pratica che risale a tempi molto antichi. In origine si trattava però di un semplice prodotto di scarto destinato alla popolazione umile, povera. I nobili e i più facoltosi infatti, prendevano il vino e lasciavano alle classi più povere gli scarti: semi, bucce e raspi dell'uva fermentata.


Nella storia della grappa, inoltre, si fa spesso riferimento al testamento di Enrico di Ser Everardo da Cividale del Friuli, nel quale egli espresse la volontà di lasciare "unum ferrum ad faccenda acquavitem" in eredità, ovvero un alambicco utile alla distillazione di acquavite.
Questo aneddoto costituisce in realtà un vero e proprio mistero, in quanto il testamento non è mai stato reso pubblico e, perciò, mai analizzato adeguatamente.
Per quanto riguarda le origini semantiche del nome grappa, possiamo affermare con certezza che non si tratta di una questione geografica: la parola deriva in realtà dal latino medievale "grappolus", grappolo d'uva. È curioso però che sul Monte Grappa, nel periodo della Grande Guerra, il distillato d'acquavite ebbe l'essenziale compito di alimentare il coraggio degli alpinisti coinvolti nei vari combattimenti.
Altri invece, sostengono che la sua denominazione derivi dalla parola "graspa", termine originario del trevigiano.
Successivamente, durante il periodo del secondo dopoguerra, la società italiana attraversò un momento di grande sviluppo. Si cominciò a godere di una condizione economica decisamente più favorevole, la quale determinò un significativo cambiamento nello stile di vita degli italiani. I gusti iniziarono perciò a cambiare e maturare: da semplice consumatore, poco attento alle differenti caratteristiche della grappa, al gusto e al grado alcolico, il popolo italiano iniziò a degustarla apprezzandone maggiormente le peculiarità.

 

Curiosità sulla grappa

Durante il XVII secolo nacque nella meravigliosa città di Venezia la cosiddetta Corporazione degli Acquavitieri, la quale istituì una vera e propria scuola in cui si approfondiva lo studio del processo di distillazione in modo da formare nuovi produttori esperti. La diffusione della grappa avviene anche grazie a questa istituzione, a cui deve moltissimo.

 

Il Re della Grappa

Luigi Barile, imprenditore genovese che nel 1976 acquistò una distilleria a Silvano D’Orba insieme ad un caro amico, viene oggi riconosciuto come "Re della Grappa". La sua distilleria è infatti rinomata ed apprezzata anche a livello internazionale grazie all'alta qualità del suo prodotto, una grappa ricavata da vinaccia locale e distillata nel forno a legna, nel quale assume un sapore ed un aroma del tutto unici.
Gino Barile è l'unico socio rimasto in vita, il quale si impegna tutt'oggi a portare alto l'onore del suo distillato di acquavite, famoso e pluripremiato in tutto il mondo.

 

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