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Il Gin e i Botanicals (ricette e segreti)


Il gin è uno dei drink più in voga degli ultimi anni, e la sua produzione si è diffusa notevolmente legandosi a numerosi territori, i quali fanno del distillato una produzione locale sofisticata e di alta qualità.

Esso può essere gustato sia liscio, per assaporare al meglio il suo sapore originale, oppure come ingrediente per la preparazione di cocktail.
È difficile però definire qual è il migliore gin in assoluto, perché ogni produzione è decisamente unica nel suo genere.

Il gin è un distillato incolore che deve il suo aspetto, le sue proprietà organolettiche, ma soprattutto la sua unicità, alle famose botanicals, cioè piante, erbe e spezie che il produttore sceglie di aggiungere, a piacere, una volta terminata la prima fase di distillazione. Le botanicals ne definiscono il gusto e la fragranza, e le tipologie sono moltissime e diverse, tanto che anche da paese a paese cambia notevolmente il sapore del distillato e ognuno rivela ad ogni assaggio un carattere e una sensazione del tutto differenti, unici.

 

Come si produce il gin

Per fare il gin, innanzitutto, si parte da un distillato a base di cereali al quale verranno aggiunte botaniche a piacere. Durante questa fase entra in gioco l'inventiva, le conoscenze e la creatività del maestro distillatore. Il processo di produzione è abbastanza semplice ed è rimasto invariato per anni, ma la ricetta è una vera e propria opera d'arte di ingegno e personalità: l'orzo e il frumento si confermano gli ingredienti principali, i quali verranno distillati nella prima fase. Il resto consiste in una miscela di botanicals sottoposte a macerazione direttamente nell’alcol, prima della seconda fase di distillazione, ed esse variano naturalmente da gin a gin incidendo sulle sue qualità organolettiche in maniera differente per ogni tipologia.
Una volta avvenuta la seconda distillazione, vengono scartate testa e coda per poi far condensare i vapori all'interno del refrigeratore.
A questo punto avremo ottenuto l'amato alcolico, pronto per essere imbottigliato. In alcuni casi il maestro distillatore può decidere di procedere con un periodo di affinamento in legno, prima di imbottigliare. Si tratta di una pratica rara e poco diffusa, la quale però dona ai distillati un sapore ancora più intenso e raffinato.


Il gin e i botanicals

Possiamo affermare che i botanicals siano, in un certo senso, il DNA del gin. Si tratta di sapori particolari, unici, che rappresentano l'identità del territorio e ne esprimono il carattere autentico, offerto dal paese di appartenenza. Sapori esotici, mediterranei, rari e particolarmente singolari: in tutto il mondo i botanicals sono ingredienti spesso tenuti anche segreti, responsabili del particolare profilo aromatico di ogni gin.
In genere gli aromi maggiormente utilizzati sono i semi di coriandolo, il ginepro e la radice di angelica. Anche se questi ingredienti sono i più diffusi, da loro impiego si otterranno comunque gin con sfumature differenti, perché il sapore di ogni botanical cambia in base alla sua provenienza. I semi di coriandolo, ad esempio, se proveniente dal Marocco, danno al gin un gusto più floreale e speziato rispetto ai semi provenienti da altri luoghi.
L'utilizzo delle botanicals nel gin risale alle origine del distillato: le erbe venivano utilizzate per favorire le proprietà digestive e proteggere l'intero organismo da malattie infettive. Le primissime qualità di gin, infatti, nacquero come medicinale a scopo curativo

 

I principali botanicals da gin

Negli ultimi anni, la corsa ai botanicals è diventato un fenomeno alla base della preparazione di gin artigianali. Praticamente ogni mese oramai, viene fondato un nuovo brand che produce gin con questa o quella radice, spezia, pianta. Fino ad ora sono nate, in Italia, almeno cinquanta etichette differenti, spesso produzioni di piccolissima o media entità.


Gli aromi maggiormente utilizzati dai produttori sono:

Ginepro: conifera che fornisce l'ingrediente principale ed obbligatorio per la produzione di gin. I semi di ginepro conferiscono al distillato il suo tipico sapore resinoso.

Semi di Coriandolo: aroma speziato, a volte floreale, questi semi donano al gin un sapore intenso e corposo. La loro provenienza è un aspetto fondamentale: oltre al coriandolo marocchino, essi vengono importati dalla Russia per un sapore più citrico e oleoso, oppure dall'India per un aroma più leggero.

Radici di Angelica: originarie della Norvegia, queste radici conferiscono note di sapore secche con retrogusto di terra, legnoso. È una botanical che dona secchezza al gin.

Iris Germanica: la radice di Iris proveniente dalla Germania unisce diversi aromi tra loro e aiuta lo spirito del gin a conservare il suo sapore originario più a lungo.

 

I sopra citati possono essere definite botanicals "di partenza", ma sono molte altre le spezie utilizzate dai mastri distillatori durante la produzione: cannella, liquirizia, noce moscata, mandorla, cardamomo.

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